Confindustria Accessori Moda: le proposte per supportare il settore


Confindustria Accessori Moda, la Federazione che rappresenta le imprese associate a ASSOCALZATURIFICI, ASSOPELLETTIERI, AIP (Associazione Italiana Pellicceria) e UNIC (Concerie Italiane), ha partecipato all’Audizione informale nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2308, che riguarda la conversione in legge del decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, sulle “Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni”. La sessione ha visto la presenza delle I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e XI Commissione (Lavoro pubblico e privato), e ha rappresentato un’opportunità per discutere le criticità e le proposte avanzate dal settore moda.

Le preoccupazioni sollevate da Confindustria Accessori Moda riguardano principalmente tre ambiti: la questione dei crediti di imposta per ricerca e sviluppo, l’accesso al credito e il sostegno alla crescita e internazionalizzazione delle imprese. Le proposte avanzate mirano a garantire un supporto concreto alle imprese del comparto, in un momento di particolare difficoltà per il settore.

Crediti d’imposta R&S 2015-2019: un intervento urgente

Un tema centrale sollevato durante l’audizione riguarda l’applicazione dei crediti di imposta per ricerca e sviluppo per gli anni 2015-2019. Confindustria Accessori Moda ha sottolineato la necessità di risolvere la controversia che riguarda il saldo e stralcio per le aziende che hanno legittimamente beneficiato di questi crediti. Nonostante le promesse fatte nel corso delle riunioni del Tavolo Moda e le proposte emendative già avanzate, la situazione resta irrisolta, e le aziende si trovano in difficoltà.

La procedura di riversamento spontaneo dei crediti di imposta, senza sanzioni o interessi, non ha avuto il successo sperato. La proroga fissata al 3 giugno 2025 non è sufficiente per affrontare le difficoltà economiche che le imprese del settore stanno vivendo, anche in relazione agli impatti economici derivanti dalla pandemia, dall’inflazione, dal conflitto Russia-Ucraina e dal rallentamento generale del comparto moda.

Confindustria Accessori Moda propone un intervento mirato che consenta alle aziende di riversare solo una percentuale del credito di imposta, stabilendo una soluzione che eviti crisi finanziarie e chiusure aziendali.

Accesso al credito: misure necessarie per tutte le imprese

Un altro punto focale della discussione è l’accesso al credito, fondamentale per il rilancio del settore. Nonostante gli sforzi del Governo per rimodulare i prestiti bancari e l’azione di Simest, Confindustria Accessori Moda evidenzia l’assenza di una procedura automatica di moratoria per tutte le tipologie di finanziamento. La ricalendarizzazione dei finanziamenti, in particolare quelli garantiti da Sace, Simest e Mediocredito, è ancora legata alla discrezionalità delle banche, creando disallineamenti tra le forze in campo.

Le aziende, che hanno già affrontato momenti di crisi durante la pandemia e il conflitto ucraino, necessitano di una garanzia che permetta almeno il rinvio del rimborso delle rate di capitale, sia per i finanziamenti a medio/lungo termine che per quelli a breve termine destinati allo smobilizzo del capitale circolante.

Sostegno alla crescita e internazionalizzazione: una priorità per le PMI

In un contesto globale dove l’export è vitale per l’economia italiana, le fiere internazionali rappresentano uno degli strumenti più importanti per le imprese del settore moda. Confindustria Accessori Moda ha chiesto un incremento della disponibilità finanziaria del fondo rotativo della Legge 394/1981, con l’intento di estendere l’utilizzo di questo fondo anche per la partecipazione alle fiere internazionali svolte in Italia. Un simile intervento permetterebbe alle aziende della filiera pelle di accedere ai mercati globali senza compromettere ulteriormente il capitale circolante.

La situazione attuale del settore moda

La situazione del comparto moda è preoccupante: secondo il Preconsuntivo per il 2024, il settore conta 9.868 aziende, con una contrazione del 5% rispetto all’anno precedente, e 139.923 lavoratori, in calo del 4,1%. Il fatturato, che ammonta a circa 30 miliardi di euro, ha registrato un calo dell’8,6%. Le esportazioni, un elemento cruciale per l’economia del settore, sono diminuite dell’8,2%, mentre l’import è sceso del 4,5%.

Questo andamento negativo è confermato dall’Indice Istat della produzione industriale, che segnala una flessione del 16,6% nella produzione di articoli in pelle e simili nei primi 11 mesi del 2024. Inoltre, l’utilizzo degli strumenti di integrazione salariale è aumentato drasticamente, con un incremento del 128,2% rispetto all’anno precedente, confermando le difficoltà economiche del settore.

Confindustria Accessori Moda ha concluso l’audizione ribadendo l’urgenza di interventi strutturali per sostenere la filiera della moda, che rappresenta un elemento strategico per l’economia italiana e il made in Italy. Le proposte avanzate mirano a garantire il recupero dell’equilibrio finanziario per le imprese, a sostenere la competitività sui mercati internazionali e a salvaguardare l’occupazione qualificata, evitando la perdita di competenze e posti di lavoro.



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