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Prestiti digitali, come cambia il mercato del credito » inno3


Spinto dalla crescente adozione delle tecnologie digitali e dai cambiamenti nelle preferenze e nelle abitudini dei consumatori, il settore bancario e creditizio è negli ultimi anni al centro di una trasformazione significativa. In un contesto dinamico, il digital lending (sono i prestiti digitali), in particolare, emerge come una delle novità più significative e traina cambiamenti che ridefiniscono il modo in cui individui e aziende interagiscono con il mondo del credito. E’ il rilievo principale che emerge dall’Osservatorio digital lending 2025, realizzato dalla collaborazione tra Monitor Deloitte, Experian, e Cetif (Università Cattolica del Sacro Cuore). I numeri del report documentano per l’Italia una crescita importante negli ultimi anni, per un valore complessivo del comparto digital lending di 18,8 miliardi di euro nel 2024, con un incremento di oltre cinque volte rispetto ai dati del 2019. Le proiezioni suggeriscono che il settore continuerà la sua ascesa, e rappresenterà circa il 30% del mercato totale del lending entro il 2029. All’interno di questo scenario si distinguono in particolare due segmenti: il Buy Now Pay Later (Bnpl) e i prestiti finalizzati, entrambi protagonisti di crescita significativa dal 2019 al 2024; infatti, il Bnpl ha registrato tassi di crescita superiori all’80% annuo, mentre i prestiti finalizzati fanno segnare un incremento annuo addirittura superiore al 100%.

Overview sul digital lending

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Overview sul digital lending

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Overview sul digital lending

Il ruolo dei canali digitali

Il rapporto sottolinea inoltre come i canali digitali rappresentino ormai il vero e proprio motore di crescita del settore bancario. Infatti, il 60% dei clienti bancarizzati già oggi utilizza prevalentemente il mobile banking, mentre il numero di gestori digitali è destinato a raggiungere quota 8 mila nel 2029. Parallelamente, si assiste a una progressiva riduzione delle filiali fisiche, previste in calo da 24 mila nel 2019 a 16 mila nel 2029.

Giulio Mariani, director Data & AI di Experian Italia
Giulio Mariani, director Data & AI di Experian Italia

Sui temi del report, Giulio Mariani, director Data & AI di Experian Italia, innesta il suo commento e sottolinea come “la digitalizzazione del credito sia ormai un trend consolidato, inevitabilmente accelerato dalla crescente presenza delle giovani generazioni sul mercato e dalla disponibilità di strumenti digitali che facilitano l’accesso al credito”.
E’ il contesto entro cui la trasformazione digitale non solo rappresenta un’opportunità per migliorare l’inclusione finanziaria, ma anche una necessità strategica per gli operatori del settore. Da qui l’accento sull’importanza strategica della digitalizzazione; aggiunge infatti Mariani: “la disponibilità di strumenti di richiesta credito digitali rappresenta quindi un’opportunità cruciale non soltanto per un accesso facilitato al credito, ma anche per cogliere tempestivamente le nuove sfide del mercato”.

Intanto anche i mutui immobiliari vivono una progressiva digitalizzazione, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto ad altri prodotti finanziari. Nonostante l’introduzione di strumenti tecnologici avanzati come l’intelligenza artificiale e la valutazione remota dei requisiti di solvibilità, le erogazioni digitali di mutui crescono con tassi annuali del 18% tra il 2019 e il 2024. Questa differenza di ritmo riflette la maggiore complessità percepita dai consumatori, soprattutto nelle fasce d’età più elevate, che continuano a preferire modalità tradizionali di interazione. Interessante per questo è il commento di Roberto Biondi, partner di Monitor Deloitte, quando sottolinea l’importanza della dimensione “human touch” anche nell’era digitale: “La sfida più grande per gli istituti bancari è proprio quella di mantenere un equilibrio tra automazione e personalizzazione. L’interazione digitale dovrà continuare a trasmettere quella fiducia e quella vicinanza che prima erano affidate esclusivamente alle filiali fisiche, sfruttando strumenti avanzati di intelligenza artificiale per personalizzare e migliorare l’esperienza utente”.

L'offerta bancaria per canali
L’offerta bancaria per canali (fonte: Osservatorio Digital Lending, 2025 – Monitor Deloitte, Experian, Cetif)

E ancora, per quanto riguarda i processi di gestione del credito, è importante notare che l’automazione digitale ha velocizzato le operazioni: dalla raccolta iniziale delle informazioni alla firma digitale dei contratti, passando per la valutazione del merito creditizio. Questo avanzamento tecnologico elimina la necessità di recarsi fisicamente presso le filiali e riduce il tempo necessario per l’approvazione dei prestiti. Nel 2024, infatti, il “time-to-yes” per prestiti personali completamente digitalizzati è sceso a soli 12 minuti, mentre per quelli pre-approvati bastano appena tre minuti, segnando una riduzione superiore al 30% rispetto agli anni precedenti.

Il profilo di rischio dei clienti digitali

Un aspetto rilevante trattato nel rapporto è inoltre il profilo di rischio dei clienti digitali, tradizionalmente considerato più elevato rispetto ai canali fisici. Grazie alle recenti evoluzioni nelle metodologie di valutazione del rischio, il tasso di default è in via di riduzione, di allineamento dei livelli dei canali tradizionali.

Chiara Frigerio
Chiara Frigerio, professore di Organizzazione Aziendale e segretaria generale del Cetif

Ad esempio, il tasso di default per i prestiti personali digitali è del 2,6%, mentre quello dei prestiti finalizzati, garantiti da un bene specifico, si attesta al 2,1%. Sorprendentemente, anche nel Bnpl, nonostante l’assenza di rigide normative sul credit scoring come il Cdd II, il tasso di default è diminuito dal 3% nel 2020 al 2,4% nel 2024. Chiara Frigerio, professore di Organizzazione Aziendale e segretaria generale del Cetif, enfatizza nel contesto il valore della collaborazione e dell’analisi approfondita dei dati: “La sinergia tra diverse competenze e l’approccio basato sui dati sono essenziali per supportare una crescita sostenibile del digital lending. Occorre adottare una visione olistica che coinvolga tutti gli stakeholder del settore, così da garantire trasparenza, fiducia e sostenibilità”.

Manuel Pincetti
Manuel Pincetti, managing partner di Monitor Deloitte

Il digital lending di fatto non rappresenta più soltanto un’opportunità, ma una vera e propria necessità competitiva nel panorama finanziario contemporaneo. “]…[ è la massima rappresentazione dell’evoluzione verso il paradigma digitale dove anche per il credito, il prodotto bancario più complesso, sta iniziando ad essere la “nuova” normalità ]…[ – chiosa Manuel Pincetti, managing partner di Monitor Deloitte – In un settore in cui il presidio e l’interazione fisica si contraggono per le nuove abitudini dei consumatori, la sfida per gli intermediari risiede nella capacità di mantenere una leva di differenziazione e “human touch” digitale integrando l’AI come “strumento” per una semplificazione e iper-personalizzazione dei servizi”, con gli istituti finanziari che devono continuare ad evolvere, adottare tecnologie avanzate, ottimizzare i processi digitali e rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti dei clienti digitali, per restare competitivi in un mercato che è ancora in piena evoluzione.

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