Bonus Fotovoltaico 2025: la guida a tutte le agevolazioni disponibili


L’installazione di impianti fotovoltaici non è solo una scelta ecologica e strategica per ridurre i costi energetici, ma anche un intervento che può beneficiare di un ampio ventaglio di incentivi e bonus fiscali, soprattutto in vista delle nuove direttive europee sulle prestazioni energetiche degli edifici, come la Direttiva Case Green. Nel 2025, cittadini e imprese avranno a disposizione numerose agevolazioni, che variano in base alla tipologia dell’immobile, al soggetto beneficiario e alla natura dell’intervento.

Tra i principali strumenti disponibili troviamo il Bonus Ristrutturazioni, il Superbonus, il Reddito energetico e i nuovi incentivi legati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Ognuno con caratteristiche, percentuali di detrazione e requisiti differenti, ma tutti accomunati da un obiettivo: incentivare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile e condiviso.

Quali sono le condizioni per accedere a questi bonus? A chi spettano le agevolazioni più vantaggiose? E quali sono i passaggi burocratici da rispettare per non perdere l’opportunità?

Scopriamolo insieme nel dettaglio.

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Bonus ristrutturazioni ed ecobonus: detrazioni fino al 50% per il fotovoltaico

Il Bonus Ristrutturazioni, confermato anche per il 2025, rappresenta una delle agevolazioni più diffuse per chi decide di installare un impianto fotovoltaico nella propria abitazione. Consente una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute, che scenderà al 36% dal 2026 e al 30% nel 2028, secondo la nuova tabella di decrescita prevista dal Governo.

L’agevolazione è applicabile su un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro, ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Attenzione però: per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, sono previsti limiti ulteriori, con possibili riduzioni sull’importo massimo detraibile.

Oltre al classico impianto sul tetto, il bonus copre anche i pannelli installati su balconi o facciate, così come i sistemi di accumulo. Requisito fondamentale è che l’impianto sia destinato a soddisfare i bisogni energetici dell’abitazione (illuminazione, alimentazione di elettrodomestici, ecc.).

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Per accedere all’agevolazione è necessario effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante e conservare tutta la documentazione (fatture, ricevute, certificazioni). È importante ricordare che questa forma di incentivo è accessibile a tutti i contribuenti, siano essi proprietari o affittuari, a condizione che l’immobile abbia uso residenziale.

Parallelamente, anche l’Ecobonus, regolato dall’art. 14 del DL 63/2013, continua ad agevolare l’installazione di impianti fotovoltaici. Dal 2025, però, le sue percentuali di detrazione sono state uniformate a quelle del Bonus Ristrutturazioni, rendendo di fatto sovrapponibili i due strumenti per questa tipologia di intervento.

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Superbonus 65%: le ultime possibilità per accedere all’incentivo

Nonostante la progressiva riduzione delle aliquote, il Superbonus resta ancora un’opportunità concreta per l’installazione di impianti fotovoltaici, soprattutto in ambito condominiale o per edifici con più unità immobiliari. Per l’anno 2025, è prevista una detrazione al 65%, ma solo per gli interventi avviati entro il 15 ottobre 2024.

A poter beneficiare del Superbonus sono:

  • Condomini;
  • Edifici da 2 a 4 unità immobiliari con unico proprietario o in comproprietà;
  • Associazioni di volontariato (AdV), ONLUS, e APS (Associazioni di Promozione Sociale).

Per accedere al beneficio è obbligatorio aver presentato la CILAS (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) entro la data sopra indicata, o – nel caso di condomìni – aver approvato la delibera assembleare e inoltrato la CILA-S. In caso di demolizione e ricostruzione, va presentata l’istanza per il titolo abilitativo.

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Il Superbonus copre le spese relative a:

  • Impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici o su strutture pertinenziali;
  • Sistemi di accumulo integrati, installati contestualmente o successivamente agli impianti solari.

Il limite massimo di spesa detraibile è di 48.000 euro, e comunque 2.400 euro per ogni kW di potenza installata. Se l’intervento avviene nel contesto di un recupero edilizio, il limite si riduce a 1.600 euro per kW.

Va precisato che il fotovoltaico, in questo caso, è considerato intervento “trainato” e può beneficiare del Superbonus solo se accompagnato da almeno un intervento “trainante”, come ad esempio il cappotto termico, interventi antisismici o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale.

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Reddito energetico: contributi a fondo perduto per le famiglie a basso reddito

Il Reddito Energetico è un incentivo pubblico, a fondo perduto, pensato per sostenere l’accesso all’energia da fonti rinnovabili da parte delle famiglie in condizione di vulnerabilità economica. A differenza dei classici bonus fiscali, questo strumento non prevede una detrazione d’imposta, ma un contributo diretto per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici e altri sistemi per la produzione di energia verde.

Nel 2025, il Fondo Nazionale per il Reddito Energetico ha stanziato 100 milioni di euro, di cui l’80% destinato alle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), in un’ottica di riequilibrio territoriale.

I requisiti principali per accedere al beneficio sono:

  • ISEE inferiore a 15.000 euro;
  • oppure ISEE fino a 30.000 euro per nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

L’agevolazione può essere utilizzata per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici, ma anche per altri sistemi basati su energie rinnovabili (come impianti a biomassa, eolici o idroelettrici), a seconda delle normative regionali.

Il Reddito Energetico rappresenta una misura strategica per ridurre la povertà energetica e favorire l’inclusione delle famiglie più fragili nella transizione ecologica, permettendo loro di abbattere i costi in bolletta senza affrontare spese iniziali.

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Comunità energetiche rinnovabili: energia condivisa e incentivi fino al 40%

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un modello innovativo di produzione e condivisione dell’energia: gruppi di cittadini, enti pubblici, imprese o associazioni che collaborano per installare impianti da fonti rinnovabili (come il fotovoltaico), condividendone i benefici in termini ambientali, sociali ed economici.

Con il nuovo Decreto CER, pubblicato nel 2024, il Governo ha introdotto due forme principali di incentivo:

  1. Contributo a fondo perduto del 40%, finanziato dal PNRR, destinato alle comunità energetiche che realizzano impianti nei comuni con meno di 5.000 abitanti. Il contributo è valido fino al 30 giugno 2026, per una potenza complessiva di almeno 2 GW e una produzione stimata di 2.500 GWh/anno.
  2. Tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa per impianti inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo. Questa misura è disponibile fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.

Possono aderire a una CER:

  • cittadini privati,
  • piccole e medie imprese (PMI),
  • enti locali e amministrazioni pubbliche,
  • istituti scolastici e universitari,
  • enti religiosi,
  • organizzazioni del terzo settore.

Dal 8 aprile 2024, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha aperto i portali per la richiesta degli incentivi. Inoltre, grazie alla recente proroga, c’è tempo fino al 30 novembre 2025 per presentare i progetti e aderire alle iniziative.

Le CER rappresentano non solo un’occasione di risparmio energetico, ma anche uno strumento di coesione territoriale, promuovendo la collaborazione tra cittadini e istituzioni per un futuro più sostenibile.

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