Credito agevolato al palo in Sicilia, dopo 7 anni l’Irca non decolla: “Regione revochi il CdA”, Tamajo: “Momento di dare risposte” – BlogSicilia


“A sette anni dall’istituzione, l’Irca, il nuovo istituto regionale per il credito agevolato formato  all’accorpamento in un unico ente di Ircac e Crias (enti della Regione,) di fatto non decolla. Gli ultimi due anni, quelli di vigenza dell’attuale consiglio di amministrazione , sono stati inoltre caratterizzati da “inerzia e incapacità di gestione, dalla mancanza di relazioni con i sindacati e dal conferimento di una serie di incarichi esterni, costosi e spesso controversi”.

Lo sostengono i sindacati di categoria regionali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Ugl che oggi hanno presentato in conferenza stampa un dossier che si conclude con la richiesta al governo regionale della revoca del Cda e del management dell’Irca.

Manca il piano industriale

“Manca un piano industriale, che doveva invece esserci al momento della fusione. Lievitano invece
incarichi e consulenze con grande spreco di risorse”, ha detto la segretaria della Fisa Cgil Mimma Argurio. “Vista la situazione stagnante- ha aggiunto Chiara Barbera, segretaria della First Cisl-
chiediamo che ci venga detto con chiarezza cosa si intende fare con l’Irca”. Di questa situazione-ha aggiunto Gabriele Urzi, Fabi, “pagano le spese i lavoratori che continuano ad operare in Ircac e Crias senza prospettive chiare, ma anche i destinatari dei finanziamenti”.

Ad oggi, di Irca, manca infatti anche il regolamento del personale con la definizione di organici e funzioni . “ Non fare decollare l’ente- ha sottolineato Giuseppe Gargano, della Uilca- equivale a togliere possibilità di sviluppo alla regione”.

Irfis lanciata, Irca insabbiata

Da un lato l’Irfis che opera tranquillamente, dall’altro “l’Irca nelle sabbie mobili e vorremmo sapere il perché”,- ha rilevato Massimo Saeli, Ugl credito, sottolineando “l’insensatezza e la  contradditorietà di operazioni come quella dell’incarico conferito a professionisti esterni per la due
diligence per stabilire la consistenza patrimoniale di Ircac e Crias”.

Il dossier sindacale

“Questo senza un interpello interno- dice il dossier- per verificare se dette professionalità ci fossero all’interno dell’ente”. Costo di questa operazione 96 mila euro più Iva. E non è la sola spesa ingiustificata, denunciano i sindacati , che oltre alla revoca del cda chiedono anche “ un intervento urgente delle autorità competenti per garantire la trasparenza, l’efficienza e il rispetto dei principi di buona amministrazione”. Nel dossier l’elenco delle spese sostenute da un ente , che di fatto ancora non esiste per quanto riguarda la sua operatività e l’assetto del personale. Dalla spesa di 600 mila euro per i servizi informatici, alle indennità mensili dei vari facenti funzione che si susseguono per la gestione amministrativa con incarichi a rotazione ai quadri direttivi di Ircac e Crias. Lungo e per decine di migliaia di euro l’elenco della spesa per consulenze, compensi, sito web. Sette lunghi anni di stallo e sprechi, hanno sottolineato gli esponenti sindacali, “sono ingiustificati, il governo dica cosa intende fare”.

La risposta dell’assessore Tamajo

Ad allarme e dossier risponde l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo “È arrivato il momento di dare piena attuazione a un processo che il legislatore regionale ha tracciato ormai sette anni fa. L’Irca rappresenta una risorsa fondamentale per il sostegno al sistema produttivo siciliano e la sua piena operatività non può più attendere” dice l’esponente della giunta Schifani.

Già lo scorso 19 marzo Tamajo aveva inviato una nota al dipartimento regionale delle Attività produttive per sollecitare un’accelerazione del processo di fusione tra Ircac e Crias, come previsto dalla legge regionale n. 10 del 2018. “Nel corso dell’ultima riunione con il Consiglio di amministrazione dell’ente – spiega Tamajo – sono emerse alcune criticità che, con spirito costruttivo, vanno affrontate e superate nell’interesse generale. Il completamento del percorso di fusione rappresenta un passaggio necessario per garantire agli operatori economici un interlocutore efficace, moderno e vicino alle esigenze del territorio”.

Nella nota, l’assessore aveva chiesto di adottare ogni iniziativa utile a garantire la conclusione dell’iter entro novanta giorni, con l’obiettivo di arrivare alla piena operatività dell’ente. “Non si tratta di individuare responsabilità, ma di fare un passo in avanti, tutti insieme, per rafforzare uno strumento che può e deve tornare a essere centrale nelle politiche di sviluppo della nostra Regione. Con fiducia e con senso istituzionale – ha aggiunto Tamajo – sono certo che, grazie alla collaborazione di tutte le componenti coinvolte, si potrà raggiungere questo importante traguardo”.

L’assessore ha infine ribadito l’impegno della Regione a favorire un clima di responsabilità e coesione, nel rispetto della normativa vigente, per offrire risposte concrete al mondo delle imprese e alle realtà produttive siciliane.





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