Customise Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorised as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyse the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customised advertisements based on the pages you visited previously and to analyse the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

Trasformazione digitale: 7 errori comuni e come evitarli


L’elemento culturale è cruciale anche nella Pubblica Amministrazione: per Marzano sarebbe molto importante alleggerire la burocrazia.

“Il Codice dell’Amministrazione Digitale ha 20 anni ed è stato cambiato così tante volte che è diventato un testo mostruoso”, dichiara l’esperta di trasformazione digitale. “Servono delle linee guida chiare e snelle. Lo stesso vale per le gare d’appalto, così complesse da richiedere lunghi e farraginosi processi decisionali. Alla fine tra la scelta di una tecnologia e la sua effettiva adozione passa troppo tempo e si rischia che quella tecnologia sia già superata”.

L’IT come business partner: così il CIO non può sbagliare

Per evitare problemi, bisogna comunicare e gestire il cambiamento, sottolinea Pagnini: “È come costruire una nuova corsia in autostrada: c’è un lavoro in corso che crea qualche disagio e richiede tempo e occorre mettere dei cartelli per informare sull’andamento, i tempi previsti e i benefici attesi. Fare comunicazione interna sui progetti e gestire le escalation è essenziale, anche perché la comunicazione chiara sulle finalità delle iniziative è la base per il change management”.

Il change management è riconosciuto da tutti i CIO come una componente chiave della trasformazione digitale, perché deve guidare le persone alla nuova modalità operativa, accompagnandole a superare la naturale resistenza.

Potremmo dire, in effetti, che non fare change management è l’errore più grande di tutti che si porta dietro tutte le altre mancanze. E che il CIO difficilmente sbaglia se è una figura che entra nella C-suite, partecipa alla definizione delle strategie e comprende le esigenze e le priorità del business. 

“Ho spesso lavorato in aziende che attraversavamo dei forti cambiamenti ed è fondamentale capirsi con il business e aiutare le persone del business a costruire i requisiti per gli strumenti digitali”, conclude Pitarresi. “In definitiva, l’IT deve essere un business partner, altrimenti, sarebbe sufficiente avere una società di consulenza al posto dell’IT interno e comprare i prodotti tecnologici”.

E sappiamo che non è così, perché non è la tecnologia da sola che fa la trasformazione e genera i ritorni.



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link